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NUOVO FILM PER QUENTINll nuovo progetto di Quentin Tarantino sarà un western ispirato ai film di Sergio Leone, che avrà per tema la schiavitù americana. "Si può realizzare una pesante lezione di storia sugli schiavi che scappano per la Underground Railoroad - aveva dichiarato lo stesso regista qualche tempo fa - o si può realizzare un film interessante trasformandolo in un'avventura. Uno spaghetti western ambientato durante quel periodo". Protagonista sarà Christoph Waltz, già collaboratore del regista americano in Bastardi senza gloria. Fonte: MyMovies. |
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// By Edna Von V
UN FILM SU WIKILEAKS
Steven Spielberg a breve darà vita ad un film sulla intricata vicenda del sito, Wikileaks . Il regista/produttore di Cincinnati, ha infatti acuqistato i diritti del libro “Wikileaks: inside Julian Assange’s war on secrecy“. Come riportato dal sito bestmovie.it, il film sarà un thriller con alle spalle la casa di produzione Dreamworks.
Chi sarà il fortunato protagonista?
Diamo le quote come i migliori bookmakers inglesi:
Harrison Ford 1.80
Gene Hackman 1.90
Jim Carrey 2.20
Altri 5.00
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// By Edna Von V
PIRANHA 3DIn uscita il 4 Marzo un film da non perdere: Piranha3D. Film horror diretto da Alexandre Aja. Con Elisabeth Shue, Adam Scott, Jerry O'Connell, Jessica Szohr, Ving Rhames. Non chiedetemi i nomi degli attori perché non ne conosco nemmeno uno. Posso solo suppore dai cognomi che siano parenti dei nomi ‘noti’. Vi chiedo, ma come si fa a realizzare una pellicola horror che ha per ‘mostro’ un pesce assassino? Cioè caspita non parliamo di entità paranormali, assassini che vengono dall’inferno per cui non c’è scampo. Qui si parla di pesci capite? Cioè al massimo non vado al mare. So a cosa state pensando ma non provateci nemmeno a parlare del film di Spielberg paragonandolo a questo. |
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// By Edna Von V
UNKNOWLiam Neeson si cimenta in un nuovo film diretto dallo spagnolo Jaume Collet-Serra: Unknow- senza identità. Ora, guardando il trailer la pellicola sembra una copia di due film molto riusciti: Taken (io vi troverò) e The Game. Ovvero: una persona normale si ritrova a vivere un inbubo dalla sera alla mattina. La cosa che proprio non funziona guardando il trailer è il personaggio di Neeson. Volgio dire ma un medico che, ad un certo punto diventa un Navy Seals che accoppa anche 10 persone è plausibile? Vabbè è vero siamo abituati a molto peggio. Ma una spiegazione a tutto questo c’è. Il regista è quel genio che ha chiamato come attrice Paris Hilton per il suo debutto cinematografico con l’inguardabile La maschera di cera. Direi che i presupposti per non andare al cinema ci sono tutti, però è anche vero che Liam Neeson vale da solo il prezzo del biglietto. Vedremo. |
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// By Edna Von V
IL GRINTAEsattamente tra due settimane (18 Febbraio) uscirà l’ultimo capolavoro (si spera) dei Coen: Il Grinta. Remake del film di Henry Hathaway, con protagonista il monumentale John Wayne (che vinse l’unico Oscar grazie a questa pellicola). Dopo il non brillantissimo A seroius Man,(non mi ha convinto per niente) i due fratelli di Minneapolis si cimentano nel ‘loro’ genere, il western. Mettere poi il Drugo nei panni di John Wayne fa solo aumentare le aspettative! Per ora gustiamoci il trailer e di non rimanere delusi! |
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// By Edna Von V
PARTO COL FOLLERecensisco questa settimana il film diretto da Todd Phillips, Parto col folle. Con Robert Downey Jr., Zach Galifianakis, Michelle Monaghan, Juliette Lewis, Jamie Foxx. La trama vede l'architetto Peter Highman (Robert Downey Jr) alle prese con un turbolento rientro a Los Angeles dove sua moglie sta per partorire. Ad accompagnarlo in questa sua traversata c'è l'aspirante attore Ethan Tremblay(Zach Galifianakis). Il film non mi è dispiaciuto, ma c'è qualcosa che non mi ha convinto fino in fondo. Voglio dire, ci sono alcune scene esilaranti, ma in altri casi si ride per l'assurdità delle situazioni (che sono immaginarie, al pari di un film di fantascienza) e questo non mi è piaciuto per niente. Voglio dire, nel film diretto da John Hughes (Un biglietto in due, con protagonisti John Candy e Steve Martin) a cui si ispira il lavoro di Phillips, si ride per situazioni verosimili, cioè estreme ma 'realistiche'. Qui invece è come se per far ridere ci fosse bisogno degli effetti speciali. Va bene l'incidente con la macchina (con un chiarissimo riferimento ad Iception non trovate?), ok per l'equivoco sull'aereo (anche se l'ho trovato un pò forzato), ma davvero c'è bisogno di girare una scena d'evasione del tutto 'fantastica'? Si, è vero è molto divertente, ma è come giocare sporco. Voglio dire, dammi situazioni ‘reali’ per cui ridere (ricordate la scena del motel nel film di Hughes?) e sei un genio, crea una situazione 'fantastica' per cui ridere e ti dico bravo, ma non mi convinci. Inoltre non c'è introspezione nei personaggi, sono caratterizzati solo superficialmente e la sensazione è quella di aver assistito ad una storia confezionata solo per mettere insieme quelle tre scene che danno la risata. Invece nel film ‘Un biglietto in due’, i personaggi vengono delineati con precisione, descrivendo due persone reali, anche se un po’ borderline. Nel remake invece il folle del titolo è pazzo davvero, non si capisce perché sia così, non viene spiegato nulla. Vogliamo parlare del personaggio di Robert Downey Jr? è a sua volta un pazzo, che non si controlla e che cambia idea ad ogni scena. Non c'è evoluzione dei personaggi, non c'è evoluzione nella storia. no, non ci siamo. Scene Cult Evasione dal messico Masturbazione Canna nella macchina Attori Migliore in campo per il cane, surcalssa tutti. Voto 5,5 |
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// By Edna Von V
Le sequenze più tristi del cinemaOggi vi parlo di tristezza. Eh si, come evrete notato dal titolo inizamo il lunedì nel peggiore dei modi. L’altra sera preso da un momento di sconforto, ho stilato la top five delle scene più tristi del cinema. Certo, mi sono venuti in mente solo alcuni film (ne avrò dimenticati moltissimi) ma credo che, per la prima posizione, non ci sia nulla da obiettare. Partiamo dalla numero 5: 5. Scena finale di Big Fish (Tim Burton, 2003) Voto Tristezza 6,5 4. Scena finale Nuovo Cinema Paradiso (Giuseppe Tornatore ,1988) Voto Tristezza 7 3. Scena finale La 25° Ora (Spike Lee, 2002) Voto Tristezza 7,5 Al secondo posto pari merito tra: 2. Scena Finale into the Wild (Sean Penn, 2007) 2. Scena Finale Antartica (Koreyoshi Kurahara, 1988) Voto Tristezza 8 Al primo posto incontrastato, senza possibilità di errore: Uno sceriffo Extraterrestre (Michele Lupo, 1979) Voto 11. E non c’è nulla da dire. |
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// By Edna Von V
BATTLE FOR L.A.Aspettando con ansia la recensione di RedHead sul capolavoro Skyline, vi segnalo un film che forse, riuscirà a risollevare le sorti delle pellicole dedicate agli extra-terrestri: Battle: L.A. Il fatto che, come attore protagonista, ci sia il grande Aaron Eckhart mi fa ben sperare. Inoltre ho anche apprezzato il trailer (che ricorda molto l'advert per Gears of War) con scene di apocalisse e musica lenta in sottofondo. Spettacolari gli effetti speciali che sono curati dai fratelli Strause. Chi sono costoro e perchè li cito? perchè con i guadagni ottenuti dalla realizzazione del film hanno generato il magnifico Skyline! ( e questo spiega molte, molte cose). p.s. La Sony infatti ha avviato una azione legale contro questi due geni, per plagio. Gustiamoci il trailer |
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// By Edna Von V
Yattaman il filmVi posto oggi un video tratto da un cartone che impazzava nei mitici anni 80, ovvero Yattaman. Ricordo che Miss Dronio mi faceva fare sogni birichini perché (se non ricordo male) in alcune puntate si riuscivano anche a vedere le tette. Comunque, per la (non)gioia di grandi e piccini ecco il video del mitico balletto ‘Tensai Dorombo’ con alcune imbarazzanti parti del doppiaggio italiano che non ci prendono una cippa con il labiale degli attori(?). La tristezza nel vedere questo video, a parte per i ricordi d’infanzia, riguarda in special modo la certezza che al giorno d’oggi non c’è nessuno in grado di scrivere storie originali. Non venitemi a raccontare che questo avviene perché ora ci sono i mezzi tecnici (la computer grafica per intenderci) che permettono di realizzare anche le fantasie più estreme. Ma per favore, fino a 30 anni fa nel cinema non c’era spazio per queste minchiate, c'era solo posto per l'arte. Ora invece hanno fatto pure il film su Yoghi, cioè ma che cavolo succede? Per non parlare di tutti (e ripeto tutti) i supereroi che hanno un minimo di storia in grado di produrre almeno una trilogia. Per carità ben vengano capolavori come ‘The Dark Knight’, ma tra tutti quelli che ho visto resta davvero un caso isolato (vogliamo parlare di Iron Man 2 o peggio di Hulk??). Ora uscirà Capitan America, Thor, Pippo, Pluto e Menelao. Come dice un mio amico toscano: Ma davvero deh? |
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// By Edna Von V
The Fighter- Nuove Uscite
Non vedo l’ora che arrivi in Italia questo film (uscita prevista 11 Marzo): The Fighter Sarà sicuramente una baggianata ma dentro ci sono tutti gli ingredienti per vero e proprio Filmone: Mark Wahlberg, Christian Bale e…il pugilato! Ispirato ad una storia vera (anche se ormai troviamo questa dicitura anche prima di Star Trek, ma vabbè) narra la storia del pugile irlandese Mickey Ward che diventerà campione del mondo dei pesi leggeri, grazie all’aiuto del fratello che lo allenerà per l’incontro. Sembra davvero ci sia tutto, per il momento gustiamoci il trailer e ammiriamo oltre il fisico di Wahlberg anche la trasformazione di quello di Bale che è ritornato al livello de ‘L’uomo senza sonno’. |
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// By Edna Von V
HereafterPer farvi inizare bene la settimana, vi recensico l’ultima fatica di Clint Eastwood: Hereafter Con Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George McLaren La trama: Si intrecciano le storie di tre personaggi: George Lonegan (Matt Damon) operaio di San Francisco che riesce ad entrare in conttatto con i morti, Marcus (Frankie McLaren) il quale non riesce a vivere dopo la morte del fratello e Marie che (Cécile De France) sopravvive allo Tsunami dopo essere stata in uno stato di pre-morte. Allora iniziamo subito col dire che prima della proiezione mi hanno dato un questionario con alcune domande sul film tipo: 'Perché sei venuto a vedere il film? 'Dove hai visto la pubblicità del film? Questa cosa mi ha fatto piacere perché rappresenta un buon modo per raccogliere informazioni (di marketing e comunicazione) anche se un po’ antiquato. Sicuramente non è il massimo della praticità (sono stato per 2 ore con un foglio e una matita in mano) però al termine della proiezione ho visto tutta la sala che si affannava a rispondere. Questo dimostra che è ancora possibile fare questo tipo di ricerche perché alle persone piace essere coinvolte ed esprimere il proprio parere. Dopo questa piccola digressione metodologica(siamo anche un blog di comunicazione non dimenticatelo!), veniamo al film. Sono stato piacevolmetne sorpreso quando ho visto che alcune parti del film non sono state doppiate ma le hanno lasciate in lingua originale con i sottotitoli (bravi! Finalmente!) Il film è girato bene, c’è una buona sceneggiatura e la trama ti prende fin dalle prime spettacolari sequenze della catastrofe dello Tsunami. Eastwood ci porta alla scoperta della esperienza di morte parlando dell’argomento in tono sobrio e distaccato senza dare un verità assoluta. Ogni personaggio si crea la sua verità in base alle proprie esperienze di vita. L’unica cosa che stona rispetto agli utlimi film del regista è il finale. Nei precedenti lavori di Clint, la chiusura del cerchio è sempre stata abbastanza ‘sconvolgente’ (Million dollar baby, Gran Torino, Mystic River), qui invece la trama si conclude senza colpi di scena e in maniera un po’ scontata e sdolcinata. Ammetto che un po’ sono rimasto deluso ma credo anche che un film che parli della morte si debba concludere con un messaggio di speranza. Una cosa che non mi è piaciuta è stata la storia della giornalista francese. Troppo scontata e poco coinvolgente (il film rallenta solo nelle parti con protagonista Cécile De France). Le altre due storie, invece, mi hanno convinto (anche se, lo confesso, all’inizio pensavo che la parte del bambino Marcus fosse un flashback della vita di Matt Damon da piccolo). Il commento finale è: sono entrato in sala per vedere un capolavoro e mi sono ritrovato a guardare un film normale. Scene Cult Inondazione Tsunami Scuola di cucina bendati Attori Migliore in campo per Matt Damon che ha anche la fortuna di interpretare il ruolo più bello. Voto guida michelin: 6 Sufficiente, ma da Clint mi aspettavo che, alla fine, morivano tutti. |
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// By Edna Von V
Million Dollar BabyCome per il Lunedì di Italia1 dedicato ai film tratti dalle Graphic Novel, RaiTre dedica il giovedì a film di contenuto sportivo. Stasera infatti potete godervi un capolavoro di Clint Estwood: Million Dollar Baby. Trama L’ex pugile Frankie Dunn (Clint Eastwood) gestisce una palestra insieme all’amico/socio Scrap (Morgan Freeman). Allena con successo un giovane pugile di talento che decide di cambiare manager per poter partecipare all’incontro per il titolo mondiale, che Frankie si rifiutava di combinargli. Dopo la vittoria del suo ex-pugile Frankie decide di allenare una giovane ragazza, Maggie Fitzgerald (Hilary Swank), che riesce a conquistarlo grazie alla sua determinazione. Come tutti i film di Clint anche questo è ineccepibile. Ottimo montaggio, bella fotografia, grande sceneggiatura. La bellezza di questo film è che riesce ad essere davvero come un incontro di pugilato: quando pensi di conoscere come si muove l’avversario ti arriva un colpo secco che ti stordisce. Attori: Trio perfetto ma la migliore è Hilary Swank che non sbaglia nulla. Scene Cult: Eutanasia Voto guida Michelin: 7,5 Bellissimo. Per chi non l’avesse visto preparatevi ad un colpo nello stomaco. |
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// By Edna Von V
Cenerentola sale sul RingParliamo oggi del film che (spero avete visto ieri), ovvero Cindarella Man. Diretto dal grande Ricky Cunningham, volevo dire Ron Howard, con un cast da fuochi d'artificio! ci sono infatti, al suo interno, due dei miei attori preferiti: Russel Crowe e Paul Giamatti oltre a Renée Zellweger, Connor Price, Boyd Banks. La Storia è ispirata alla vera vita del pugile James J. Braddock, che abbandonata la boxe, cerca di mantenere la famiglia lavorando alla giornata come manovale al porto. La vita però gli concede la possibilità di salire ancora una volta sul ring e dimostrare il suo talento. Ron Howard è un maestro e non lo scopro di certo io, però questo film è sicuramente uno dei suoi più riusciti. Non c'è una sequenza sbagliata, la scelta degli attori è praticamente perfetta. La sceneggiatura, la fotografia e il montaggio sono eccellenti.Davvero, non c'è nulla da dire. Scene Cult Incontro con LAsky (peridta del paradenti) Incontro con Baer Attori: Paul Giamatti si prende il trofeo di 'Uomo partita Sky' perchè, nonostante abbia un ruolo da co-protagonista, riesce a mettere in ombra il bravissimo Russel Crowe. Che dire una sfida tra giganti! Renè Zellweger è un'ottima spalla di Russel anche se la rivedo sempre nei panni di Bridget Jones e per questo mi perde punti...anche se, effettivamente non è colpa sua. Voto Guida Michelin 7,5/8 Davvero troppo bello. E' uno di quei film che ti riconcilia con il mondo. |
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// By Edna Von V
The Social Network: una recensione che non parla del film nè di FacebookGuardi "The Social Network" e almeno un paio di volte provi la tentazione fortissima di tirar fuori il cellulare, lì, in sala, e cancellarti definitivamente da Facebook. Se non hai avuto questa pulsione, probabilmente stavi ancora fantasticando sulle due ragazze che all'inizio del film si baciano (ovviamemente questa frase è stata inserita per aumentare il traffico sul blog). Il film di Fincher non parla di Facebook, nè del suo fondatore nè tanto meno di tutte le beghe legali che ci stanno dietro: sarebbe stato troppo semplice, quasi banale, di sicuro non avrebbe toccato così tante persone. No, "The Social Network" descrive nei minimi dettagli un momento che tutti noi viviamo, anche senza cause legali: quello in cui tutti noi ci fermiamo dopo impegni, lavori, corse, idee e delusioni e proviamo a capire perchè abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto. Cos'è tutto quello che abbiamo fatto. A che pro. Mark, seguendo l'antica tradizione inaugurata da Omero, mette in piedi Facemash prima e (The) Facebook per colpa di una donna: Mark è deluso, ferito, umiliato dai clubs che lo snobbano e da Erica che lo lascia. Reagisce ad Erica insultandola sul suo blog e fin qua, Mark è solo uno sfigato con un latente autismo che ci sta un sacco sulle palle. Ma subito dopo, senza rendersene conto, si dimostra uno di noi: tutto quello che fa al di fuori del blog lo fa per tenersi occupato, per provare ad andare avanti, ma mette in piedi una cosa talmente grande, talmente geniale, talmente alla moda (lui che gira perennemente in ciabatte e felpa) che va ad oscurare la ragione che lo ha portato a fare tutto questo. In breve Facebook diventa la sua vita, l'unica costante delle sue giornate anche se puntualmente Erica gli torna in mente e l'umiliazione dei rifiuto dei club universitari lo tormenta. Il film - al contrario di questa recensione - ha un ritmo serratissimo: le due cause intentate a Mark corrono parallele e grazie a queste scopriamo i fatti e conosciamo i protagonisti. Odiare Mark a tratti è facilissimo, a tratti no: le sue battute taglienti te (me) lo fanno adorare, lo si ammira per la sua lucidità e al tempo stesso ti prudono le mani quando scopri cosa ha fatto al suo migliore amico. Il turbine di accuse, pugnalate e cambi di ambientazione ci fa scordare tutto, come probabilmente è successo a tutti i protagonisti; le cose sfuggono di mano, ci si dimentica il perchè si fanno le cose e ci si ritrova in una situazione - magari con un'invenzione - che senza rispondere alle domande originarie ne solleva altre. Come noi, anche Mark si sarà chiesto se quello che ha creato cambierà il mondo o se è una cosa come un'altra; anche lui avrà passato ore a domandarsi se quello che ha combinato è un danno irreparabile o se sarà la svolta positiva della sua vita. In quei momenti riprendiamo il filo delle nostre vite, risaliamo all'origine e proviamo a rispondere alla domanda fondamentale: perché ho fatto tutto questo? La risposta, Zuckerberg, se la ricorda a fine film, proprio nell'ultima scena, dimostrandosi diverso dallo Zuckberger sul quale girano dicerie di ogni tipo: lui che fa un refresh ossessivo sulla pagina Facebook di Erica dopo che le ha chiesto l'amicizia chiude il cerchio. Non ci importa com'è andata a finire, non è questo il punto e chi se ne frega se Mark ha rubato o meno l'idea: The Social Network è un nuovo punto di vista su una condizione che affrontiamo quotidianamente. Possiamo scappare ed erigere tutte le barriere virtuali che vogliamo, ma prima poi dovremo fare i conti con quello che ci ha ferito. Lo fanno tutti, anche i più giovani miliardari al mondo. Certo, loro nel frattempo tirano su un impero economico. Magari il film mi avesse insegnato come fare. |
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// By Edna Von V
Dire sempre di si...Parliamo oggi di un film che vede come protagonista il mitico Jim Carrey. No no non vi parlo del fantastico 'Eternal Sunshine of the Spotless mind', ma del più commerciale 'yes man' che andrà in onda oggi su canale 5 alle 21 circa. Il film diretto dal non brillantissimo Peyton Reed ('Abbasso l'amore', 'Ti odio, ti lascio ti...') vede la star Jim Carrey insieme a: Zooey Deschanel, Bradley Cooper, John Michael Higgins, Rhys Darby. La trama Carl Allen (Jim Carrey), lasciato dopo soli sei mesi di matrimonio, conduce una vita anonima e priva di entusiasmo fino all'incontro con un amico di vecchia data che lo convince a partecipare ad un convegno sulla autostima. Da quel momento la sua vita cambierà drasticamente... Il film, che prende spunto dalla vera storia di Danny Wallace, (un giornalista che per sei mesi ha detto sempre di si), si divide in due parti: nella prima Reed ci introduce nella vita del triste Allen creandoci aspettativa e assestando colpi da maestro che fanno presagire ad una commedia da 10 e lode. Nella seconda invece, la sensazione è che tutte le cartucce siano state sparate nel primo tempo, e la pellicola risulta prevedibile e scontata. Nonostante tutto però ci sono delle sequenze davvero esilaranti. Vi consiglio di leggere le fantastiche curiosità su Wikipedia riguardo il film. Ho letto, infatti, che Jim Carrey non si fece pagare il cachet ma preferì guadagnare sugli incassi che il film avrebbe ottenuto...guardate le statistiche su MyMovies e ditemi se non vorreste Jim Carrey come ministro delle finanze! Attori Jim Carrey é come al solito un talento, ma avendolo visto in capolavori quali: Man on the Moon, Eternal Sunshine of the spotless mind e I love you Mr Fox, direi che la sua interpretazione è appena sufficiente. Scene Cult Scena d'amore con la vicina Festa di Carnevale Voto Guida Michelin: 5,5 La comicità è prettamente riferita al mondo americano e, secondo me, in Italia alcune sfumature comiche si perdono... |
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// By Edna Von V
Facebook. The social NetworkEbbene si, l'ho visto. Sto parlando proprio di quel film lì si, The social Network. Calcolando il regista e il tema trattato, pensavo che fosse una di quelle pellicole che vengono distribuite pure nei bar tanto dalla risonanza...e invece, con mio grande stupore, (vi parlo della città di Roma però!) il film è in proiezione in appena 5 cinema cittadini. Il film di David Fincher vede nel cast : Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella La storia è quella del nerd/sfigato Mark Zuckerberg che, appena viene mollato dalla ragazza, decide di prendersi una rivincita prima contro di lei, poi contro il mondo che lo ha rifiutato. Nasce così il sito che darà vita a FaceBook: FaceMash. Da quel momento il modo di comunicare (ma specialmente la vita di Mark), cambierà definitivamente. Che dire, Fincher è uno di quei registi che fa parte della mia Top Five, per dirla come Rob Fleming (per chi non lo conoscesse approfondite subito!). Diciamo che ha solo sbagliato con Panic Room e Il curioso caso di Benjamin Button, ma per il resto ci ha donato grandissimi film: seven, The Game, Zodiac ecc. Quello che mi è piaciuto è il taglio dato da Fincher nel raccontare la storia del più popolare social network ,perché al centro non c’è Mark Zuckerbeg ma il concetto di Idea. Questa è la forza del film. Così come in Zodiac con il concetto di ossessione, qui l’idea (intesa come folgorazione geniale) svolge il ruolo di protagonista, un’idea in grado di rovinare le persone, che è quasi autonoma rispetto all’uomo. La sceneggiatura è davvero convincente (spettacolari le sedute con gli avvocati) e il cast si dimostra all’altezza. Bella la fotografia e il montaggio (ottimo il parallelismo tra le due cause giudiziarie). Uniche due note stonate: 1) La figura dell’avvocato Marylin Delpy ( Rashida Jones ) che dice quattro battute una peggio dell’altra. Se l’avessero eliminata (dato che non è funzionale alla storia) sarebbe stato un film perfetto.2) Ho notato solo io un placement invasivissimo della marca di abbigliamento 'The North Face'? Attori Bravo Jesse Eisenberg, nella parte di Mark Zuckerberg. Credibilissimo. Ma, a mio avviso, 'l’uomo partita sky' lo vince Andrew Garfield nel ruolo di Eduardo bravo, bravo, bravo. Mi ha convinto anche Justin Timberlake nel ruolo del fondatore di Napster, anche se era piuttosto facile. Voto Guida Michelin 7 Da vedere sicuramente. All’uscita dalla sala vi verrà voglia di mettervi in gioco e creare qualcosa. Ed è una bella sensazione. P.s. Comunque il fondatore di Napster è il vero genio assoluto. Non solo ha fondato il sito che ha rivoluzionato la musica ma detiene anche il 7% di Facebook…che dire… |
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